Titolo di Volskswagen Bulli

Il mitico Volkswagen Bulli del padre di Albi Carbone

Oggi è abbastanza semplice avvalersi della comodità di un quattroruote,
soldi permettendo, ci si può sbizzarrire scegliendolo tra un’infinita di marche e modelli. Così, però, si avrebbe sì un bel mezzo ma pur sempre un qualcosa di standardizzato. Questo problema con il Volkswagen Bulli del padre di Albi non si presenta assolutamente il suo, infatti, è un esemplare unico e, per ribadire questo concetto, vi allego una parte inedita del mio romanzo.
«Scendo in garage a controllare il Volkswagen Bulli, mi siedo e lo ammiro. Pensare che mi ci son voluti due anni per rimetterlo a nuovo.
Otto mesi sono serviti per riprogettarlo completamente e questa è stata forse la parte più difficile. Mi è toccato lavorare molto al computer su strutture CAD: grazie a queste ho studiato tutte le modifiche da apportare per creare un mezzo attuale e sicuro.
Sono stati necessari poi ben sedici mesi per realizzare l’opera. Ora però è bellissimo. L’avevo sempre desiderato così! È davanti ai miei occhi. Di colore giallo con le cromature tirate a lucido e la “W” di un verde brillante. Sul tetto è visibile la “Union Jack” stilizzata.
La prima volta che l’avevo visto me ne ero innamorato subito. Completamente ricoperto di ruggine, senza motore e con gli interni totalmente distrutti. Lo avevo scovato all’interno di un granaio: le galline se ne erano impadronite e lo utilizzavano come pollaio.
Poiché ho sempre avuto il dono di vedere oltre le apparenze, sono riuscito immediatamente a immaginarlo modificato e rifinito di tutti i singoli particolari che avrei potuto apportare: mi appariva già finito e il suo splendore mi faceva quasi brillare gli occhi. E pensare che il vecchio proprietario, pur di liberarsene, me lo aveva regalato!
L’ho interamente modificato: l’ho trasformato in “4WD”; ho aggiunto i freni a disco, con l’assetto regolabile elettronicamente e le gomme maggiorate. Ho centralizzato tutte le chiusure e gli alzacristalli elettrici, ho cambiato le parabole dei fari mettendo gli “Xeno”. Ho sostituito i tergicristalli, ho aggiunto il terzo stop. Ho rifatto completamente il motore dotandolo anche di turbina.
Degli interni non c’è più niente di originale, l’ho in sostanza ritrasformato, dai sedili al volante. Ho ricreato il cruscotto in vetroresina, nel quale ho inserito un navigatore satellitare, il climatizzatore, l’impianto stereo con DVD integrato e diverse spie tra le quali il controllo di trazione elettronica.
Ho persino inserito due monitor da dodici pollici nei poggiatesta dei sedili anteriori, mentre nel vano bagagli ho sistemato tre hard disk con una grande memoria: ho utilizzato uno di essi per caricare tutte le serie e i cartoni di cui Albi va matto, compresi gli mp3, per rendergli il viaggio il più piacevole possibile. Gli altri due saranno utilizzati per contenere i video realizzati con la telecamera ultra sofisticata montata sul tettuccio e nascosta da una cupoletta scura. L’iPhone sarà lo strumento per comandare l’apparato di registrazione.
La lista delle modifiche è talmente lunga da far concorrenza all’Ispettore Gadget, anche se non credo di essermi ricordato tutto: insomma, del vecchio Bulli è rimasta solo la carrozzeria con la sua inimitabile forma, che mi ha fatto sempre impazzire!
Non posso non rendermi conto che, con quello che ho speso, avrei fatto prima a comprarmi un pulmino nuovo! Ma vuoi mettere il fascino di un mezzo d’epoca e ultramoderno allo stesso tempo? La cosa, a mio avviso, non ha prezzo!»
Tratto da prima versione inedita
“Albi Carbone – Il mistero di Gialbino”

Brit Pdf

Albi Carbone Il mistero di Gialbino_Andrew David Brit

Metamorfosi_Andrew David Brit

Albi Carbone La pietra demoniaca_Andrew David Brit




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